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Ex sanatorio

PRESIDIO OSPEDALIERO “TERESIO BORSALINO”
EX SANATORIO ANTITUBERCOLARE

Il 21 febbraio 1925, la Deputazione Provinciale di Alessandria, con atto deliberativo decide di realizzare un Sanatorio Antitubercolare, stanziando la somma di £.400.000, alle quali si aggiungono altre £.500.000, frutto di una sottoscrizione popolare.

Soltanto nel 1929, grazie ad una donazione del Senatore Teresio Borsalino di undici milioni di lire, il Sanatorio comincia ad essere una realtà; si affida così il progetto agli ingg. Arnaldo Gardella, padre di Ignazio, e Luigi Martini già progettisti di importanti opere ad Alessandria.

Alla morte del padre Arnaldo, il progetto viene gestito da Ignazio Gardella, progetto poi approvato dalla Commissione Edilizia il 29 aprile 1931.

Il complesso edilizio, di chiara matrice razionalista è comunque frutto di una sola rivisitazione operata da Ignazio Gardella, avendo egli già trovato definita l’impostazione generale del progetto. In questo contesto è autonoma la sola progettazione della chiesa che è probabilmente da considerarsi l’opera prima dell’allora giovane progettista.

Il Sanatorio inizia la sua attività il 15 luglio 1935, ma verrà inaugurato soltanto il 4 ottobre 1936 dal Re Imperatore “Vittorio Emanuele III” al quale sarà poi intitolato.

L’area a disposizione è di circa 96 mila mq di cui quasi 70 mila destinati a verde.
Il complesso è composto dal fabbricato principale e da sette fabbricati sussidiari; la chiesa, l’abitazione del Direttore, il forno inceneritore, l’alloggio infermiere, la portineria esterna, l’autorimessa e la lavanderia.

Tale complesso ha svolto la sua funzione di Sanatorio Antitubercolare fino all’avvento della riforma Sanitaria (Legge 833/1978).
Con il passaggio dell’Amministrazione Provinciale alla USSL, il Sanatorio è diventato sede di degenza pneumologica, questo anche a causa della notevole riduzione della patologia alla cui cura ne era stata destinato.

Il cambio di destinazione d’uso, ha ridotto notevolmente l’utilizzo dei fabbricati accessori, non esistendo più i presupposti di isolamento e di lungodegenza, tipici della lotta alla tubercolosi; questo ha causato un notevole degrado ai fabbricati stessi, degrado esteso in parte anche al fabbricato principale, a causa di un suo utilizzo parziale.

La recente alluvione del 6 novembre 1994 ha costretto l’amministrazione dell’USSL 70 a decidere l’evacuazione totale dell’edificio, il quale ha riportato danni notevoli agli impianti e, anche se di minore entità alla stessa struttura edilizia.

Questo evento e la constatazione dei danni che ne consegue, hanno fatto pensare ad una riprogettazione anche funzionale dell’edificio, rilevato che le degenze pneumologiche che esso ospitava erano in ogni caso destinate in tempi relativamente brevi ad essere trasferite all’interno del presidio ospedaliero SS. Antonio e Biagio, situato nel contesto urbano della città di Alessandria.