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Gli architetti Arnaldo e Ignazio Gardella

Arnaldo Gardella

PROFILO

Arnaldo Gardella: insieme al figlio Ignazio rappresenta la figura chiave dell’architettura alessandrina. Chiamato da Milano ad Alessandria da Borsalino negli anni Venti, realizza la casa madre e l’Istituto «Divina Provvidenza» di madre Teresa Michel e della sua congregazione, mettendo in luce uno stile raffinato ma essenziale con richiami anche alla cultura architettonica rinascimentale. Oltre a questi due complessi si ricorda di lui anche la parziale realizzazione del cosiddetto «Sanatorio Borsalino»: opera incompiuta a causa della morte improvvisa (1929) che porterà ad affidare l’incarico al figlio Ignazio per ultimarne i lavori.

Ignazio Gardella

PROFILO

Ignazio Gardella nasce a Milano nel 1905, da una famiglia in cui la professione di architetto è esercitata da cinque generazioni.
Nel 1931, consegue la laurea in ingegneria civile presso il Politecnico di Milano, a cui farà seguito la laurea in architettura presso l’Istituto universitario di architettura di Venezia, ottenuta nel 1949. Durante il periodo di studi, effettua numerosi viaggi di studio all’estero, visitando nel 1931 la Germania e in particolare Francoforte, mentre nel 1938, assieme a Giuseppe Pagano, visita i paesi scandinavi, dove conosce Alvar Aalto.
Nel 1935 pubblica le sue prime opere su "Casabella": la ristrutturazione del teatro di Busto Arsizio e il progetto per la torre in piazza Duomo a Milano. In questa occasione, si avvicina al gruppo che gravita attorno alla rivista, portatore di istanze innovatrici nell’architettura italiana di quegli anni. Nel 1944 lavora con Pagano e altri architetti milanesi, alla redazione del progetto Milano-Verde, progetto di ricostruzione e sviluppo per la Milano del dopoguerra. Con lo stesso nucleo di giovani architetti, nei giorni successivi alla liberazione, nel 1945, costituirà il Movimento StudiArchitettura.
Negli anni prima della guerra costruisce il dispensario antitubercolare, nel 1937, e il laboratorio provinciale di igiene e profilassi, nel 1938, ambedue ad Alessandria.
Nel 1949, viene invitato da Giuseppe Samonà all’Istituto universitario di architettura di Venezia, dove inizia il suo impegno come professore incaricato. Nel 1952, consegue la libera docenza in composizione architettonica, divenendo professore ordinario nel 1962. Insegna a Venezia per circa venticinque anni, restando impegnato nell’attività didattica fino al 1975.
Con Albini, Samonà e Rogers dirige le scuole estive del CIAM a Venezia, dal 1952 al 1956. Partecipa ai CIAM del 1949 e del 1953, ed è presente assieme a Magistretti, De Carlo e Rogers, all’incontro di Otterlo del 1959, che chiude definitivamente la stagione dei Congressi Internazionali di Architettura Moderna.
Di quel periodo si ricordano alcune opere fondamentali: la casa per impiegati della Borsalino ad Alessandria del 1950, il PAC cioè la galleria d’arte contemporanea presso la Villa Reale a Milano del 1951 (recentemente ricostruita), la casa delle Zattere a Venezia del 1958, e nello stesso anno, la mensa Olivetti a Ivrea.
Nel 1959 esce un volume monografico sulla sua opera curato da Giulio Carlo Argan, nel quale, un saggio che risale al 1956, coglie in sostanza gli aspetti più felici e significativi dei suoi lavori.
Della sua intensa e variegata attività professionale si segnalano: nel 1969 la costruzione della sede degli uffici Alfa Romeo ad Arese e il progetto per il teatro di Vicenza, e tra le più recenti realizzazioni, la nuova sede della Facoltà di architettura di Genova, completata nel 1990, e la ricostruzione del teatro comunale Carlo Felice a Genova, in collaborazione con Rossi, Reinhart e Sibilla, terminata nel 1991.
Tra i numerosi premi ricevuti durante la sua carriera: premio nazionale Olivetti per l’architettura nel 1955, premio Fiuggi nel 1988, diploma di I classe ai benemeriti delle scienze e della cultura, rilasciato dal Presidente della Repubblica nel 1996.
Gardella è stato inoltre membro onorario del RIBA, membro dell’Accademia di S.Luca e socio onorario dell’Accademia di belle arti di Brera.
Muore a Milano nel 1999.